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Un prestito per pagarne un altro, una carta revolving per arrivare a fine mese, la cessione del quinto già al massimo. È la situazione più comune tra chi ci scrive, e la legge la conosce bene.
Aggiornata al 14/10/2026
Il "consolidamento" può avere senso se riduce davvero la rata e il costo complessivo. Ma quando i debiti superano strutturalmente quello che entra ogni mese, un nuovo finanziamento sposta il problema più avanti e spesso lo aggrava. Prima di firmare, conviene una verifica indipendente.
È la procedura pensata proprio per chi ha debiti di natura personale e familiare. Si presenta un piano con quello che si può realmente pagare, tenendo conto delle spese necessarie per vivere. Se il giudice lo omologa, vale per tutti i creditori, anche se non sono d'accordo.
Nel piano possono essere ristrutturati anche i debiti derivanti da cessione del quinto dello stipendio, del TFR o della pensione e da delegazione di pagamento.
Chi presta denaro deve valutare se il cliente è in grado di restituirlo. Nella procedura, l'Organismo di Composizione della Crisi indica se il finanziatore ha tenuto conto della situazione del debitore. La legge prevede che il creditore che ha colpevolmente causato o aggravato il sovraindebitamento non possa contestare la convenienza del piano.
Le società di recupero devono rispettare regole di correttezza e di riservatezza: non possono, ad esempio, comunicare il tuo debito a familiari, vicini o colleghi. Una procedura avviata, comunque, riporta il rapporto con i creditori dentro regole precise.
Riferimenti: artt. 67-69 del Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza (D.Lgs. 14/2019); art. 124-bis D.Lgs. 385/1993 (Testo Unico Bancario).
Domande frequenti
Sì. Il Codice della Crisi prevede espressamente che nella ristrutturazione dei debiti del consumatore possano essere ristrutturati anche i debiti derivanti da cessione del quinto dello stipendio, del TFR o della pensione.
Nella ristrutturazione dei debiti del consumatore no: il piano è omologato dal giudice e non è previsto il voto dei creditori, che possono però presentare osservazioni.
Oltre a inserirla nella procedura, conviene far verificare il contratto e il conteggio degli interessi. Il debito residuo entra comunque nel quadro complessivo dei debiti da ristrutturare.
Non bisogna prendere decisioni da soli. Ogni scelta va valutata nel quadro complessivo: parlane prima con un professionista.
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Raccontaci la tua situazione: ti diciamo con chiarezza se esiste una strada prevista dalla legge e quale. Il primo colloquio è gratuito e riservato.
Le informazioni di questa pagina sono di carattere generale, aggiornate alla data indicata, e non costituiscono consulenza sul singolo caso. L'accesso alle procedure e il loro esito dipendono dai requisiti di legge e dalle decisioni dell'autorità competente: nessun risultato può essere garantito in anticipo.